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La realtà della FUCI Urbino è una delle tante presenti sul territorio, ma cosa contraddistingue questo gruppo dagli altri?

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SELMA – ʟᴀ ꜱᴛʀᴀᴅᴀ ᴘᴇʀ ʟᴀ ʟɪʙᴇʀᴛᴀ’

Sono passati solo 50 anni dai fatti di Selma, eppure il dramma della storia narrata ci appare talmente assurdo che quasi vorremo decontestualizzare il tutto, vorremo sentirci estranei a tali drammi. Non è possibile: nessuno può considerarsi neutrale di fronte a simili sentimenti.

 
“Selma – La strada per la libertà” è una storia umana che coinvolge tutti, senza ammettere eccezioni.
 
La libertà è un diritto inviolabile dell’uomo. Ecco il presupposto ideologico delle proteste pacifiche che avvennero in America il secolo scorso.
Si tratta di un film del 2014, diretto dalla regista Ava DuVernay e il nucleo del film si basa sulla marcia pacifica avvenuta in Alabama, da Selma a Montgomery.
Protagonista della marcia, e dunque del film, non fu il solo Martin Luther King, bensì l’intera comunità che vi aderì: tutte le persone di colore che decisero di scendere in strada per la propria libertà.
La marcia venne spietatamente ostacolata dai vertici conservatori del potere politico, una ferocia che oggi ripudiamo e condanniamo, e negare la violenza del passato non è tuttavia sufficiente per impedire oggi alla stessa di verificarsi. Ecco perché é necessario non obnubilare le nostre coscienze, in questo delicato momento storico, e ricordarci quanti pochi anni siano passati da pagine della storia così lacere.
 
Nucleo del film, dicevamo poc’anzi, è la marcia. Per essere più precisi potremmo anche dire che il nucleo è il binomio libertà–negazione dei diritti, ma anche lotta pacifica–violenza.
Commetteremmo un grave errore nel ritenere gli avvenimenti raccontati nel film distanti dalla nostra epoca, dalla nostra quotidianità. Siamo chiamati, tutti e tutte, a lottare per i diritti: non soltanto per i nostri, ma anche per i diritti di coloro che vengono schiacciati dai poteri politici. La comunità dei neri in America era – ed è tutt’oggi – una minoranza, e le minoranze sono sempre state perseguitate e ghettizzate dalle gerarchie del potere, volendo ragionare in una prospettiva diacronica della storia.
 

Quindi, possiamo concludere che è assolutamente fondamentale non accantonare il sentimento di orrore che la visione di questo film suscita. Devastante, terribile, ma se riusciamo a renderlo strumento per immedesimarci nel prossimo potremo trasformare un sentimento di rabbia e di disgusto in un catalizzatore verso l’empatia e la comprensione.

“Selma – La strada per la libertà” non è la storia di una comunità. È la storia dell’intera umanità, consapevole che un mondo senza discriminazioni e violenze sarebbe un mondo più giusto, più libero e più luminoso.

 

E sempre a proposito del razzismo si discuterà anche nel seminario dal titolo:

Ci interrogheremo sul rapporto che intercorre tra violenza e razzismo, e proveremo ad analizzare le forme identificative attraverso le quali possiamo localizzarlo e, finalmente, superarlo.

Il seminario si terrà questa sera, sulla piattaforma Zoom.

Vi aspettiamo!

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